ChatGPT e gli strumenti simili sono diventati un aiuto quotidiano per scrivere, riassumere e organizzare il lavoro. Proprio perché sono così comodi, capita di inserirci dentro di tutto senza pensarci troppo. È qui che nasce il problema: alcune informazioni non dovrebbero mai finire in un servizio di intelligenza artificiale pubblico, e distinguere cosa si può e cosa non si può inserire è una competenza che ogni azienda dovrebbe possedere.
Il punto non è lo strumento, è dove finiscono i dati
Quando scrivete qualcosa in un assistente di intelligenza artificiale gratuito, quel testo viene inviato ai server di chi fornisce il servizio e, a seconda delle impostazioni, può essere utilizzato per migliorare il sistema. Significa che informazioni riservate potrebbero uscire dal controllo dell’azienda. Non è una questione di sfiducia verso la tecnologia, ma di buon senso: certe cose non si scrivono in un servizio pubblico, esattamente come non si lasciano documenti sensibili su una scrivania in sala d’attesa.
Cosa è meglio non inserire
Ci sono alcune categorie di informazioni che conviene tenere fuori dagli strumenti pubblici. I dati personali dei clienti e dei dipendenti, come nomi completi associati a informazioni sensibili, indirizzi, dati sanitari o economici. I documenti coperti da riservatezza, come contratti, listini riservati, strategie commerciali o progetti non ancora pubblici. Le credenziali di accesso, le password e qualsiasi cosa permetta di entrare nei vostri sistemi. E i segreti industriali, cioè tutto ciò che rappresenta il vostro vantaggio competitivo.
Cosa invece si può usare senza problemi
Fuori da queste categorie, resta un enorme spazio di utilizzo utile e sicuro. Potete far scrivere e migliorare testi generici, chiedere spiegazioni, generare bozze di email togliendo i riferimenti sensibili, riassumere documenti pubblici, farvi aiutare a strutturare un ragionamento o a preparare una presentazione. La regola pratica è semplice: se quello che state scrivendo potrebbe essere letto da un estraneo senza creare danni, potete inserirlo tranquillamente.
Le soluzioni per chi tratta dati riservati ogni giorno
Se la vostra azienda ha bisogno di lavorare con dati riservati anche attraverso l’intelligenza artificiale, esistono strade più sicure rispetto ai servizi gratuiti. Ci sono versioni aziendali che non usano i vostri dati per l’addestramento e garantiscono contratti di riservatezza. In alcuni casi si può addirittura installare l’intelligenza artificiale direttamente sui server dell’azienda, in modo che nessun dato esca mai all’esterno. La scelta dipende da quanto sono sensibili le informazioni con cui lavorate.
Il modo migliore per non sbagliare è darsi regole chiare e, se serve, dotarsi degli strumenti adatti al proprio livello di riservatezza. Se volete capire quale soluzione fa al caso vostro, partiamo da un’analisi della vostra situazione.